Dalla rivista yachtturkiye.com riportiamo la traduzione di questo bell’articolo a cura di Çiğdem Yurtsever in cui parla di noi, della vita in barca e del progetto Sailing Mediterraneo (articolo originale in lingua turca qui).

 

PROGETTO SAILING MEDITERRANEO

La vita in barca a vela di una coppia, un italiano e una turca, in giro per il Mediterraneo da 4 anni. Dopo essersi sposati hanno scelto di vivere in barca per poter viaggiare e stare al mare sempre.

Si fanno chiamare digital nomads e stanno realizzando questa vita nel modo più lento e sostenibile, rimanendo nel Mediterraneo per ora. Mentre continuano a lavorare come nomadi digitali, in estate organizzano itinerari per vacanze, facendo charter con la propria barca. Hanno creato una piattaforma online per mettere in contatto chi vuole fare una vacanza in barca a vela chi come loro propone vacanze a bordo della propria barca. Tugcen ci ha raccontato il loro stile di vita e come vivere in barca durante pandemia.

 

UN MUSICISTA E UN’INGEGNIERA SI INCONTRANO

Scopri il mediterraneo in crociera in barca a vela con skipper

Iniziamo a conoscervi…

Tugcen: Sono Tugcen Ilke. Sono nata nel 1988 a Kdz. Eregli, Turchia. Sono laureata in Ingegneria Industriale al Yildiz Università Tecnica. Faccio consulenza per un’azienda software.

Alessandro: Sono Alessandro Tomei. Sono nato nel 1985 a Firenze, Italia. Faccio web development e il musicista.

 

Come e quando avete iniziato a viaggiare in barca a vela?

T: Forse perché sono nata in una città lungo il mare mi è sempre piaciuto il mare. La mia relazione con la barca a vela è iniziata dopo aver conosciuto Alessandro.

A: Mio padre aveva una barca vela di 8,5 metri. Abbiamo passato tutte le estati su questa barca con la mia famiglia durante la mia infanzia. Lui gestiva la barca e io e mia sorella lo aiutavamo. Dopo averla venduta, mio padre ha comprato un’altra barca di 12 metri, la stessa in cui ora viviamo. Ho iniziato andare in barca prima con gli amici senza mio padre, poi da solo.

 

 

Che stile di vita avevate prima di vivere in barca?

T: Stavo lavorando in una azienda come business analyst a Istanbul. Era un lavoro molto impegnativo. In realtà dagli anni dell’università avrei sempre voluto vivere nella natura. Poi ci siamo trovati con Ale.

A: Io fino alla fine dei miei 20 anni avevo lavorato nell’organizzazione di eventi a Firenze. Ma volevo viaggiare e conoscere nuove culture e nuova gente. Quando avevo 28 anni ho deciso di trasferirmi in Turchia. Ho vissuto in Turchia per 3 anni facendo il musicista. Quando poi mio padre ha deciso di vendere la barca sono tornato in Italia.

 

 

UNA VITA NUOVA, DIVERTENTE E UN PO’ STANCANTE

Come e quando avete deciso di vivere in barca, quale era la vostra motivazione?

A: La barca in cui viviamo ora era la barca di mio padre. Passati gli anni aveva perso l’entusiasmo, per quello aveva deciso di venderla. In quei giorni mi ero incontrato con un amico che per l’appunto lavorava come skipper. Fu lui a convincermi che avrei potuto lavorare come skipper. In questo modo avrei potuto viaggiare e vivere in barca. Dovevo solo convincere mio padre a non venderla. La barca è diventata sia la mia casa che il mio lavoro.

T: Io invece prima di Ale non avevo messo piede su una barca e non sapevo niente di vela. Invece di viaggiare solo con il permesso da lavoro, di due tre settimane, volevo viaggiare il mondo in un modo sostenibile. Stavo sognando di costruire uno stile di vita sul viaggio. Ale mi ha convinto che la barca è il modo più fattibile.

 

Da quando vivete a bordo? Com’è stato il periodo di adattamento?

T: Abbiamo iniziato vivere in barca full time nel 2017. Viviamo in modo abbastanza minimalista. Non abbiamo ne un’altra casa ne un magazzino dove poter mettere le cose. La domanda che ci chiedono più spesso è “non è piccola?” o “come potete mettere tutta la roba qui?”. Noi non siamo mai stati vicini al consumo eccessivo o alla cultura del Black Friday, neanche nel periodo in cui vivevamo in città. Perciò è stato abbastanza facile trasferirci in una barca di 12 metri. La barca non solo è sufficiente per noi, ma possiamo persino invitare ospiti per il charter estivo. Inoltre il meteo prende una parte grossa nella nostra vita. Facciamo tutta il nostro programma secondo il meteo.

 

LA ROTTA DELL’ESTATE: LE ISOLE EOLIE

Potreste darci informazione sulla vostra barca?

T: Si chiama Dogaressa, è un Comet 12 una barca Italiana. E’ uno sloop di 12 metri. Tre cabine doppie e tre bagni. Siamo autonomi con la corrente grazie a 300AH di batterie AGM, 340w di panelli solari ed un generatore da 2kW. Prima di trasferirci su Dogaressa, abbiamo fatto un lavoro di rinnovamento. Dall’opera viva alla base dell’albero, alla linea d’asse alla ri-motorizzazione, fino ai legni ed agli interni. Possiamo dire che è ringiovanita in questi anni.

 

Dopo essere trasferiti in barca che cosa è cambiato nei vostri lavori?

T: Ci chiamiamo nomadi digitali. Da quando ci siamo trasferiti in barca io lavoro come un consulente tecnica su CRM. Ale lavora freelance come web developer. Usiamo l’hotspot con una sim-card mobile per connetterci a internet in ogni paese. 

Allo stesso tempo facciamo charter nei mesi estivi. Inoltre abbiamo creato una piattaforma online che si chiama “sailingmediterraneo.com” per mettere in contatto chi vuole fare una vacanza in barca a vela chi come noi propone vacanze. Nei nostri viaggi conosciamo nuove persone che vivono e lavorano come noi, e li aggiungiamo alla nostra rete per proporre vacanze nei luoghi in cui viaggiamo.  Il nostro nome sui social media è @sailingmediterraneo.

 

 

IL NOSTRO OBBIETTIVO, ARRIVARE IN MICRONESIA!?

Quando avete iniziato viaggiare nel mondo? Dove avete viaggiato con la barca?

T: Nell’estate del 2018 lavoravamo all’Isola dell’Elba, con base in Toscana. Finita la stagione ad ottobre siamo partiti per la Spagna. La prima tappa era Nizza. Passando da Saint Tropez, Toulon, Marsilia, Roses e Barcelona siamo arrivati a Valencia. Siamo stati a Valencia durante l’inverno del 2018 e a Ibiza l’estate del 2019. Abbiamo navigato tra Maiorca e Minorca nel 2020 e siamo arrivati a Cagliari, Sardegna nell’inverno 2020. Abbiamo visitato tutta la Sardegna e la Corsica e siamo poi scesi in Sicilia per passare l’inverno 2021. Ogni anno in estate abbiamo organizzato vacanze in barca con ospiti a bordo con noi. Quest’estate saremo alle Eolie.

 

Quali vantaggi avete avuto vivendo in barca durante la pandemia?

Eravamo a Valencia durante la pandemia. Sinceramente eravamo tra i più fortunati. Nonostante fosse vietato uscire di casa per la maggior parte delle persone, noi potevamo fare sport sul pontile o pescare ecc. La marina in cui vivevamo era molto cosmopolita ed abbiamo stretto buone amicizie. Appena sono terminate le restrizioni, siamo partiti per Maiorca. Nelle cale in cui fermavamo eravamo da soli, anche quelle spesso molto affollate.

 

 

 

Potreste dirci i vostri piani per il futuro?

Il nostro motto è viaggiare in modo più lento e sostenibile. Perciò invece correre ai Caraibi e ritornare quando finiscono i soldi stiamo provando fare piani più sostenibili. Il prossimo anno vorremmo navigare in Grecia e Turchia. Il nostro obbiettivo finale è viaggiare, chissà se attraversando Atlantico e Pacifico, arrivando fino alla Micronesia.

 

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